Lui & Lei
La cliente...capitolo 3
16.06.2026 |
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"La sensazione di accoglienza è totale; inizio a stantuffarla con vigore tenendola saldamente per le cosce, mentre lei urla di piacere per l'intensità del momento..."
Terzo capitolo de "La cliente". Una serata organizzata che prende una piacevole ed inaspettata piega... Buona lettura!Suono al citofono e la sua voce profonda mi risponde dall'altoparlante, dandomi il benvenuto e azionando il grande cancello scorrevole, percorro il vialetto e parcheggio. Scendo prendendo in mano la scatola del semifreddo e salgo i gradini della scala esterna in pietra.
Prima ancora che io possa allungare la mano per suonare il campanello, la porta d'ingresso si apre. Carla mi appare davanti, e la visione mi toglie il fiato: indossa soltanto un accappatoio di spugna bianca stretto debolmente in vita con le tettone enormi belle in vista.
«Oddio, Gianni, perdonami! Sono in totale ritardo» esclama guardandomi con un sorriso colmo di malizia
«Purtroppo ho avuto un impegno lavorativo imprevisto dell'ultimo minuto e sono appena uscita dalla doccia. Tu invece sei puntualissimo!».
«Nessun problema, Carla, l'importante è essere qui», rispondo, cercando di mantenere un tono disinvolto mentre il cazzo sotto i pantaloni inizia già a dare i primi segnali di risveglio.
«Vieni, entra pure. Accomodati pure sul terrazzino coperto, lì si sta freschi», mi dice, facendomi strada con un gesto della mano. «Io volo di sopra a finire di prepararmi e a vestirmi, faccio subito».
Mentre si volta per dirigersi verso le scale interne, il movimento rapido del braccio fa allargare leggermente il tessuto morbido dell'accappatoio: i lembi si aprono sul davanti e per un istante riesco a scorgere chiaramente la linea pesante e la rotondità di uno dei suoi seni enormi. Rimango a fissare quel dettaglio mentre lei sale i gradini, lasciandomi sul terrazzino con la scatola del dolce e un'eccitazione che comincia già a salire a vista d'occhio.
Esco sul terrazzino e mi godo la fresca e leggera aria di campagna, lasciando che l'atmosfera tranquilla mi rilassi. Dopo circa dieci minuti, sento il rumore di passi di Carla che scende le scale interne. Si è vestita in modo decisamente sexy: indossa un abito aderente color bordeaux che le fascia alla perfezione i fianchi larghi e formosi, mettendo in totale risalto il suo corpo giunonico. Ha i capelli biondi sciolti sulle spalle e un filo di trucco leggero che esalta i suoi lineamenti accattivanti.
Mentre scende gli ultimi gradini, la sento parlare al telefono:
«Ma dai! Va bene, faremo un'altra volta... Certo, certo, non ti preoccupare! Un bacio».
Riaggancia e mi guarda sorridendo:
«Era Anna. Il marito è rientrato due giorni prima dal viaggio e le ha fatto una sorpresa, quindi stasera non è potuta venire. Saremo soli...» dice con una voce roca e carica di promesse, mentre mi si avvicina e mi accarezza delicatamente il viso con le dita calde.
La notizia mi accende subito una forte trepidazione. Ci spostiamo in cucina e cominciamo a preparare gli ultimi dettagli per la cena, che poi gustiamo sul terrazzino tra una portata di pesce e l'altra, tutte cucinate in modo eccellente dalle abilissime mani di Carla. Durante il pasto, complice un ottimo vino bianco ghiacciato, entriamo sempre più in confidenza, chiacchierando apertamente delle nostre rispettive esperienze passate. Carla mi provoca continuamente con battute audaci e doppi sensi mirati sul mio fisico da bagnino, ma io reggo botta senza scompormi, rispondendo colpo su colpo con sguardi maliziosi.
«Ti aiuto a sparecchiare», dico non appena finiamo di mangiare, dopo che Carla si è alzata dalla sedia lasciando intravedere tutta la sua abbondanza giunonica nel muoversi.
«Grazie, sei un tesoro», mi risponde regalandomi un'occhiata intensa.
Finito con i doveri in cucina, prendiamo la scatola del semifreddo e ci mettiamo comodi sui grandi divanetti del salone per gustare il dolce e un amaro. Sorseggio il liquore e mi rendo conto di essere già leggermente alticcio, avvolto dal calore della stanza. In quel momento, Carla si raggomitola sul divano accanto a me, mi fissa negli occhi e comincia a confidarmi uno dei suoi segreti più profondi e inaspettati.
«È la prima volta in assoluto che mi ritrovo a voler fare queste cose con un ragazzo giovane come te» aggiunge Carla con un filo di voce roca.
Senza aspettare una mia risposta, si protende in avanti, azzera le distanze e mi bacia con una foga improvvisa, ficcandomi la lingua in bocca in modo profondo e appassionato. Le sue labbra calde sanno di liquore. Sentire quella donna matura e giunonica cedere completamente il controllo mi accende un'adrenalina pazzesca. Reagisco all'istante: assecondo la sua richiesta afferrandola con forza per le spalle e iniziando a spogliarla senza troppi complimenti, proprio come farebbe un vero padrone della situazione.
Le faccio scivolare giù dal corpo l'abito bordeaux, lasciando che il tessuto si accumuli sul divano. Carla collabora con movimenti docili, sollevando i fianchi e assecondando ogni mio gesto con gli occhi lucidi di anticipazione. Nel giro di pochi istanti la libero anche del reggiseno, lasciandola parzialmente svestita, solo con lo slip dell'intimo. La visione ravvicinata è monumentale: senza più alcuna barriera, la quinta misura del suo seno enorme e pesante si rivela in tutta la sua straripante abbondanza.
Non perdo un solo secondo. Mi chino in avanti e affondo letteralmente la faccia in mezzo alle sue tette enormi, lasciandomi avvolgere dal calore della sua pelle profumata e dal battito accelerato del suo cuore. Carla lancia un sospiro profondo e mi stringe la testa contro il petto con le mani, abbandonandosi del tutto al mio controllo e accettando con entusiasmo l'inizio di questo nuovo gioco.
L'eccitazione, amplificata dall'effetto dell'alcol, prende totalmente il sopravvento e cancella ogni freno inibitorio. Comincio a mordicchiare i suoi enormi capezzoli turgidi, sentendo Carla sussultare e abbandonarsi ai miei gesti. Senza perdere tempo, la faccio stendere sul grande divano del salone e le sfilo con decisione le mutandine.
Mi abbasso piano piano lungo il suo corpo giunonico, continuando a tempestarle la pelle di baci e piccoli morsi provocanti, scendendo lungo il ventre piatto fino ad arrivare in mezzo alle sue gambe spalancate. La vista della sua intimità caldissima, già bagnata di desiderio e incorniciata da una leggera presenza naturale di peluria sul pube, mi fa eccitare a tal punto che decido di svestirmi completamente, liberandomi di tutti i vestiti in pochi gesti rapidi.
Mi inginocchio sul bordo del divano e inizio a esplorarla con la lingua, muovendola con energia, mentre infilo contemporaneamente due dita all'interno della sua figa morbida e accogliente. Con la mano libera mi afferro il cazzo, rimasto durissimo e teso, e inizio a menarmelo con ritmo regolare davanti ai suoi occhi lucidi.
Carla getta la testa all'indietro sul cuscino, inarcando prepotentemente il bacino per assecondare la spinta delle mie dita.«Sì... vai così... metti tutta la mano!», mi ordina con una voce roca e spezzata dal piacere, spingendo la sua sottomissione al limite.
Eseguo subito il comando e, unendo le dita, affondo con decisione la mano all'interno della sua intimità, che si allarga ed emette un suono umido risucchiandomi le nocche fino al polso. Inizio a muovere il pugno con delicatezza ma con estrema fermezza, praticandole un fisting profondo, mentre lei perde completamente il controllo e comincia a godere sempre di più.
«Sì, così... spingi, cazzo!» urla Carla fuori di sé, stringendo i cuscini del divano con le unghie e lasciandosi dominare in totale estasi.
Prima che possa raggiungere l’orgasmo, Carla si afferra le cosce e allarga ancora di più le gambe. Io interrompo la stimolazione con la lingua e inizio a sfilare la mano lentamente, finché non vedo uscire una potente gittata di squirt che bagna il divano.
«Sìììììììììì!», urla lei, gettando la testa all'indietro. Ancora ansimante, si alza di scatto e mi prende per le mani, con gli occhi lucidi:
«Andiamo di sopra, adesso voglio che mi scopi per davvero». Mi guida decisa verso la camera da letto. Mi fa sdraiare e si getta subito su di me, accogliendo il mio cazzo in bocca per un pompino profondo e travolgente. Sento i suoi mugolii di piacere riempire la stanza; l'adrenalina è a mille, così la afferro per i fianchi e la ruoto, portando la sua intimità all'altezza del mio viso per ricominciare a leccarla vigorosamente in una posizione a 69. In quel monumentale incastro di corpi, non posso fare a meno di allungare una mano e infilarle due dita nel culo: Carla sussulta vistosamente per lo stimolo improvviso, ma non si stacca e continua a pomparmi il membro con affondi ancora più decisi.
L'eccitazione è ormai ingestibile. Voglio sentirla interamente, così la sposto e mi tiro su: «Vado a prendere i preservat...».
Non faccio in tempo a finire la frase che lei mi afferra saldamente la mano, tirandomi a sé sul materasso:
«Non servono... riempimi la figa, porco!».
Accetto la provocazione al volo e mi butto su di lei. Le apro le gambe e affondo con un colpo diretto e deciso dentro la sua intimità caldissima. La sensazione di accoglienza è totale; inizio a stantuffarla con vigore tenendola saldamente per le cosce, mentre lei urla di piacere per l'intensità del momento.
«Sì, bravo porco... così, cosììììì!» grida, incitandomi a spingere sempre più a fondo. Nel frattempo mi chino sul suo corpo giunonico e affondo la faccia nelle sue tettone enormi, baciandole e mordicchiandone i capezzoli turgidi. Dopo quasi venti minuti di affondi continui in cui la possiedo senza sosta, decido di cambiare ritmo: la giro a pecora e, senza dirle nulla, sposto la mia asta dritta e le entro nel culo. Carla per un momento si contrae e mi chiede di andare piano, ma nel giro di pochi istanti si sintonizza sul nuovo ritmo e mi supplica di aprirle ancora di più il culo. Mentre spingo da dietro, lei si sgrilletta il clitoride con foga, venendo travolta da un altro orgasmo super bagnato.
Continuo a possederla analmente per altri dieci minuti, mantenendo un controllo assoluto. Lei rimane stesa in avanti con il culo alto, assecondando ogni mia spinta, mentre il sudore mi cola dalla fronte e finisce direttamente sulle sue chiappone morbide. Le tiro qualche schiaffo deciso sulla carne calda e, afferrandola saldamente per i capelli biondi, decido di chiudere la serata in totale libertà: con un ultimo, violento affondo profondo nel suo culo, esplodo riempiendola interamente con una venuta potentissima e interminabile.
Leggermente provato e molto sudato, mi accascio per qualche istante sulla sua schiena bagnata, mentre il respiro si regolarizza. Estraggo il cazzo e una scia densa di sperma comincia a colarle lungo il culo, finendo in parte sul materasso e in parte continuando a scivolare verso la figa. Mi sollevo, le stampo un bacio appassionato sulle labbra e le sussurro: «Vado a darmi una sciacquata veloce in bagno». Lei mi indica la porta con un cenno stanco ma complice.
Vado a rinfrescarmi e torno in camera dopo qualche minuto. Contro ogni previsione, l'adrenalina e la vista del suo corpo giunonico mi mantengono un'erezione ancora decisamente evidente.
Carla, vedendomi rientrare con l'asta ancora dritta e turgida, sgrana gli occhi per la sorpresa
«Ah... ma quindi possiamo continuare?» dice guardandomi fissa, mentre si morde il labbro inferiore e ricomincia a toccarsi la figa umida «Adesso mi vieni qui dentro, porco!».
Non me lo faccio ripetere due volte e mi fiondo subito su di lei. Questa volta decido di farmi cavalcare: mi sdraio sulla schiena e la guido a impalarsi sopra di me. Carla inizia a muoversi dall'alto, posseduta da un'eccitazione cieca, mentre io spingo più che posso con il bacino contro il suo per farle sentire ogni singolo centimetro. Il contrasto tra il mio fisico scattante e le sue curve abbondanti che oscillano a ritmo è uno spettacolo pazzesco.«Sì... sì, cazzo, cosììììì! Vengo... vengooooo!» urla stringendo i denti. Un terzo, potentissimo orgasmo si libera dalla sua figa, inondando completamente la mia carne. Sento il suo liquido caldo scendermi lungo i fianchi fino ad arrivarmi dietro la schiena; viene molto più di prima, lubrificando al massimo ogni movimento. Io però non mi fermo, continuo a spingere ancora più forte dal basso e, dopo una serie di affondi rapidi e profondi, la riempio di nuovo direttamente in figa, continuando a pomparla con vigore fino all'ultima goccia di seme.
Questa volta lo sforzo è totale ed è lei a crollare sfinita sopra di me. Riposiamo per qualche minuto pelle contro pelle, uniti dai nostri umori, poi Carla si scosta lentamente e si siede sul bordo del letto.
«Ci facciamo una bella doccetta fresca, che ne dici?» mi guarda sorridendo, con gli occhi stanchi ma con un'espressione di totale e assoluta soddisfazione sul viso.
«Volentieri», rispondo io, alzandomi dal materasso e seguendola verso il bagno.
Quella notte si trasforma in una maratona senza fine: continuiamo a scopare fino all'alba, lasciandoci travolgere da una passione selvaggia e priva di qualsiasi freno inibitore. Verso le sei del mattino, mentre i primi raggi di sole iniziano a filtrare dalle tapparelle del salone, raccolgo le mie cose sparse per la casa. Carla mi accoglie in cucina per un buon caffè bollente, utile a darmi la carica dopo una notte completamente in bianco. Ci scambiamo un ultimo sguardo intenso sulla porta, un patto silenzioso che promette già nuovi incontri.
«Ci vediamo in piscina domani allora» mi saluta Carla sulla porta, attirandomi a sé per un ultimo bacio che sa ancora di noi.
«A domani... e grazie di tutto» le rispondo con un sorriso stanco ma stampato in faccia.
Giro le spalle, scendo le scale esterne e salgo in macchina. Mentre percorro il vialetto e mi immetto sulla strada principale, sento la stanchezza della notte in bianco farsi sentire, ma l'adrenalina è ancora in circolo. Mi riavvio velocemente verso l'agriturismo, dove tra appena mezz'ora dovrò indossare la divisa e cominciare il mio turno a bordo vasca.
Mentre guido nel silenzio dell'alba, ripenso a ogni singolo istante di quelle ore folli. Guardo lo specchietto retrovisore, mi sistemo i capelli e non posso fare a meno di sorridere, con la certezza assoluta che quel gioco ravvicinato con Carla e Anna è solo all'inizio...
Quarta ed ultima parte nei prossimi giorni 😉
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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